giovedì 13 marzo 2014

Le nuove misure. Incertezze e riflessioni.

Il primo ministro, ieri(12/03/2014), ha annunciato le prime misure del nuovo governo, un modello ibrido e statico di riforme economiche e politiche, nella speranza di dare fiato al paese.
La sua (s)volta buona garantirà a partire dal primo maggio 85€ al mese alla classe media che non è molto ma è un buon inizio.

La sua proposta, lascia molti spazi vuoti e punti interrogativi, al punto che questa misura mi sembra incompleta e difforme.
Il problema sorge dall'analisi nel determinare il numero degli aventi diritto, che viene calcolato in base a chi attualmente ha un reddito minore di 1500€/mese, e questo numero, scelto un pò per demagogia politica un po perché i numeri interi creano più enfasi(sappiamo bene che il primo ministro di comunicazione se ne intende), è pari a 10mln.

Un altro punto cruciale nelle sue dichiarazioni è il fatto che la copertura finanziaria, ossia i 10mld € non verranno assolutamente presi da un aumento della pressione fiscale in nessuna categoria sociale ma dal efficientizzazione dei costi della politica. In altri termini ci garantisce, a noi cittadini la decrescita della pressione fiscale.
Riferendosi ai dati ISTAT, attualmente il nostro paese soffre una disoccupazione pari a 12,9% (3 milioni 293 mila persone) che sono dati ancora più tragici se vediamo la percentuale della disoccupazione giovanile.

L'aria di ottimismo che c'è attorno mi porta a pensare che le cose cambieranno, lo spero con tutto me stesso, e contribuirò a finché ciò accada, ma voglio che ci siano chiare riforme atte a definire il futuro del paese e non cambiamenti a breve termine che lasciano tutta la responsabilità alle generazioni future.

Speriamo in un aumento dell'occupazione ma come inciderà questo sulla misura annunciata dal governo.
Tutti noi, ci ricordiamo che le prime esperienze lavorative quasi mai oltrepassano quel limite ossia 1500€/mese perciò il potenziale numero in un prossimo futuro che potranno usufruire del contributo varato dal governo sarà probabilmente più alto del numero statico che il primo ministro ha annunciato.
Sempre secondo le sue dichiarazioni delegherà ai comuni le modalità di erogazione ma se non ci sarà copertura per tutti come possiamo garantire l'equità.

Durante la discussione alla camera se non chiariscono la loro posizione creeranno solo un altro peso che le generazioni future dovranno subire.

Pensiamo ai giovani!
#valorizziamo
Rocco Ciardo s.


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